venerdì 15 giugno 2012

poteva andare anche peggio

Per esempio mio marito invece di andare in cassa integrazione dal primo luglio poteva essere proprio licenziato, o poteva fallire l'azienda. Invece così abbiamo una flebile speranza che magari tra qualche mese le cose si aggiustino...E poi dopo 4 mesi di lavoro senza stipendio almeno così porterà a casa qualcosina.

Poteva andare anche peggio. Per esempio il bimbo della tua amica che è miracolosamente guarito dalla leucemia poteva ricaderci, potevano trovare che la bestiaccia era tornata. Invece adesso puoi sperare che una volta operato trovino che la cosa era circoscritta, puoi sperare che non debba rifare altri cicli di chemio o di radioterapia. Posso anche spingermi a sperare che addirittura l'esame istologico scopra che quelle macchie siano benigne, che siano il residuo di un'infezione vecchia.
Sei costretto a pensare che poteva andare peggio, perché altrimenti come faresti a sopportare l'idea di tutta questa sofferenza, di questo accanimento verso un bambino che ha passato gli ultimi due anni facendo avanti e indietro da un ospedale, che aveva il sogno di farsi crescere i capelli lunghi, che finalmente è andato a scuola e a differenza di tutti gli altri bambini era dispiaciuto fossero arrivate le vacanze. Come potresti sopportare l'idea di due genitori che questo figlio lo hanno atteso per anni e hanno preso un aereo per portarlo a casa e hanno già dato, hanno già dato. Adesso basta.

Poteva andare anche peggio ma cavolo perché non va mai meglio?


vignetta di Altan

lunedì 11 giugno 2012

il terzo componente della famiglia



Da te vorrei imparare: la pazienza, perché quando stai facendo qualcosa come leccarti la sera prima di dormire niente ti può distrarre e con infinita pazienza e precisione passi e ripassi sul tuo pelo fino a che non è perfettamente pulito come vuoi tu.
La perseveranza, che va insieme alla pazienza, perché quando hai un obiettivo lo persegui fino alla fine e anche se devi desistere per un attimo, perché qualcosa o qualcuno ti distrae, torni sul tuo obiettivo prima o poi.
La disobbedienza, perché anche se continuo a proibirti una cosa appena mi distraggo torni a farlo. E a volte vorrei poter essere disobbediente contro regole ingiuste come fai tu con le mie.
La contemplazione, perché spesso guardi per ore qualcosa che sai di non poter avere (come qualche uccellino appollaiato sul tetto di fronte) e ti accontenti di questo e non ti scomponi.
La capacità di rifuggire le persone che non ti piacciono, perché se qualcuno non ti piace non c'è niente da fare, non lo consideri e te ne allontani.
La dolcezza infinita ma solo con chi dici tu e solo quando ne hai voglia. 
L'abbandono totale quando sei rilassato e dormi.
La capacità di passare senza problemi dall'attività al riposo e viceversa.  

Lui è il mio micione detto Miciomio, sta con noi da quasi due anni ed è parte della nostra famiglia. 

venerdì 8 giugno 2012

un post al volo

Ho iniziato a scrivere mille volte e poi cancellato. Ho tante cose per la testa e poco tempo per metterle giù per iscritto anche se ne avrei bisogno perché vederle scritte, tirarle fuori dalla mia testa mi permetterebbe di vederle con la giusta distanza e questo non può che farmi bene.
Adesso però non ci riesco, in questi giorni sono presa da tante cose e come dicevo la testa è piena di pensieri ma non ho un po' di tempo per me, per mettermi a pensare con calma, che si sa quando la testa va da sola senza controllo poi si ingarbuglia tutto lì dentro!

venerdì 1 giugno 2012

La mia conchiglia


illustrazione di Francesca Ballarini

Oggi ho trovato una sorpresa.
La mia conchiglia è arrivata sulla spiaggia di Nina.
E' bello condividere la mia storia con altre donne che lottano. In questo percorso è importante non sentirsi soli.

mercoledì 30 maggio 2012

Pensa che ti ripensa...

Da quando ho avuto il negativo non riesco a fermare la testa. Ho mille pensieri e paure che non mi lasciano tranquilla. Ho paura che sia andata male per qualche problema non riscontrato dai medici, che ci sia qualcosa che non va di cui nessuno si è accorto, che dovrei fare altri esami ma secondo i medici non è necessario, che andrà male di nuovo, che andrà male sempre.
Purtroppo se non va la prima volta si entra in un vortice da cui è difficile uscire. Penso che se con due embrioni di classe A, un endometrio perfetto, riposo e progesterone a volontà, non hanno attecchito, allora cosa potrà andare meglio la prossima volta?
Intanto abbiamo una nuova data, a settembre dovrei fare il secondo tentativo. Purtroppo non abbiamo congelati quindi mi ribeccherò tutta la stimolazione.
Ma la testa non si ferma. Già sto pensando che se andrà male forse sarà il caso di cambiare centro, così, per vedere se altri medici ci dicono qualcosa di diverso...
e se cambiamo dove andiamo?
La soluzione è semplice (si fa per dire): esclusi i centri privati perché soldi non ce ne sono, esclusi quelli pubblici perché tra la prima visita e le liste di attesa passerebbero almeno un anno e mezzo, restano i centri privati convenzionati. Ce ne sono di validi a Firenze, anzi sono gli unici alla nostra portata in termini di chilometri per raggiungerli, anche se comunque si tratterebbe di pernottare fuori. Oppure potrei intanto fare un colloquio in un altro ospedale pubblico e mettermi in lista. Non lo so. Ho talmente tanti pensieri in testa che a volte credo mi scoppierà.
Ieri mentre chiedevo consigli a Nina sul centro fiorentino mi sono resa conto che forse sto correndo troppo, che forse ho bisogno di un attimo per respirare (a volte mi rendo conto che non respiro o meglio che respiro male per quanto sono tesa), forse è il caso di riposare un po'. Forse dobbiamo prenderci l'estate solo per noi, per riprenderci, forse...se ci riuscirò, se riuscirò a fermare la testa.

venerdì 25 maggio 2012

orto sul balcone!

A proposito del post precedente, un modo che ho trovato per darmi la spinta sull'altalena e per godermi la bellezza di questa stagione è stato piantare nei vasi sul mio terrazzo un po' di piantine!
Però stavolta invece dei fiori ho voluto provare con: basilico, prezzemolo, pomodorini, peperoncino di cayenna,  rucola. Non vedo l'ora di vedere crescere le piantine e magari preparare una cena con gli ingredienti visti crescere piano piano sul mio terrazzo grazie alle mie amorevoli cure (sempre che sopravvivano al mio gatto che già sta gradendo molto la rucola e il prezzemolo nonostante abbia un bel vaso solo per lui di erba gatta!)



martedì 22 maggio 2012

l'altalena

Ho bisogno di rifugiarmi nel mio angolino. Vorrei poter sempre scrivere qualcosa di bello, qualcosa di positivo. Spesso quando sono giù, e purtroppo in questo periodo capita spesso, evito di aprire un post. Non so, mi dispiace "sporcare" questo mio rifugio. Ma come faccio a tenermi tutto dentro? Ho aperto o no un blog anche per tirare fuori tutto che se no mi viene il mal di testa e mi mangio le unghie?
Ieri avevo lasciato un po' di speranza nelle ultime cose che avevo scritto.
Stamattina sono di nuovo a terra. Sono su un'altalena...vado su e dopo un attimo giù. E, come nel gioco da bambina, per andare su ci vuole una bella spinta, in questo caso data da me medesima con molta fatica.
Mentre per andare giù si fa subito.
Ad esempio è bastato incontrare una ragazza che si è sposata una settimana prima di me con un bel pancino evidente. Ho fatto due conti, sarà rimasta incinta dopo due-tre mesi dal matrimonio. Come è giusto e normale che sia. Io, se non contiamo i tre anni di convivenza, sono sposata da 7 mesi. Vabbè questo non c'entra...è solo per dire che tutto il modo si sposa e fa un figlio. Io no.
Non lo so perché faccio così, io sorrido ai bimbi ma le donne col pancione le rifuggo come la peste. Sarà invidia? o sarà che mi mettono davanti agli occhi il mio problema, il mio fallimento? Non è che penso perché loro sì, io penso perché a me no! Perché a me è toccato questo? Perché?
Questi incontri mi lasciano un peso sul cuore. Le domande della gente me lo stritolano. "Quando fai un figlio?" "Novità?". Uscirò mai da questa spirale di dolore e tristezza?