giovedì 13 settembre 2012

che la forza sia con me

Stamattina ho chiamato il centro. Ho chiamato io per sapere a che punto erano con la lista pubblica, loro mi avevano detto l'ultima volta che se per i primi di settembre non mi avessero chiamato potevo farlo io. Mi hanno dato appuntamento per il 27 settembre. E naturalmente una sfilza di esami che scadono ogni tre mesi e sono tutti da rifare. Non sentivo affatto la mancanza delle analisi né dei tamponi. Che palle. Devo prima fare le ricette poi lunedì andremo al centro analisi. Ormai dovrei fare quelle tesserine che fanno i negozi o i supermercati: un punto ogni 20 euro di spesa, con 100 punti un emocromo omaggio.
Questa volta voglio fare tutto con calma, voglio che sia una cosa solo  nostra, voglio concentrarmi su di noi e sul nostro bambino. Credo che a tutti gli appuntamenti potrà accompagnarmi mio marito visto che non ha impegni lavorativi. Non vado mai da sola, se lui non c'è sono sempre venuti o mia madre, mio padre o mia sorella, anche per una semplice ecografia di monitoraggio. Nella nostra famiglia vige la regola che dai medici non si va mai da soli. Invece nella sala d'aspetto incontro sempre tante ragazze venute sole, magari durante la pausa pranzo, a fare l'eco. Ma io devo farmi anche un bel po' di chilometri e prendermi almeno una mattina o un pomeriggio liberi.
Dicevo, voglio che stavolta sia una cosa solo nostra. Tutte le nostre energie concentrate su di noi e sul bambino. Mio marito mi farà anche le punture, ha un po' paura, è un fifone, l'ultima volte me le ha fatte tutte mio suocero, le altre volte un'infermiera ma sinceramente è una scocciatura. E' una cosa troppo intima e vorrei che stavolta rimanesse tra noi e poi è anche più comodo, se siamo in giro possiamo farla senza problemi. Voglio passare il pt a riposo, stavolta niente lavoro, non che cambi qualcosa ma vorrei evitare tutte le possibili fonti di stress, ci sentiamo più tranquilli così.
Non ho paura, questo è il vantaggio di fare le cose una seconda volta! So già tutto, nessuna grande novità, so cosa sono le punture, so com'è un pikup, so come è lento il tempo del pt. L'unica paura che resta è che vada male. Immagino sempre il momento in cui ritireremo la busta delle beta. Adesso so anche quello, so come batte forte il cuore in quei momenti, so come il tempo non passi mai prima del ritiro del referto, so che il sorriso dell'infermiera quando ti consegna la busta non vuol dire che è andata bene, so che la voce dentro di te che dice "ce l'hai fatta, me lo sento" può sbagliare.

Poche ore dopo aver preso l'appuntamento, dopo essermi fatta mille pippe perché il ciclo mi tornerà proprio quei giorni e quindi molto probabilmente tutto slitterà ad ottobre, e poi se gli ovetti giusti erano quelli di questo mese? e se avessi telefonato prima e l'appuntamento lo avessi avuto prima e avessi fatto in tempo col ciclo prossimo?
Dopo ho avuto notizia da mia mamma molto timorosa nel dirlo (e già questo dice tutto) che una mia cara amica è incinta. Sono stata felice di questo? No. Nessuna felicità per lei. Ecco come mi sono ridotta. Se non fossi stata in cerca di questo figlio da più di tre anni, sarei stata felice, semplicemente felice per lei. Invece sono rimasta di sasso, ferma, vuota. Ancora mi girano in testa quelle parole "A. aspetta un bambino", rimbombano nella mia testa. Cosa sono diventata? Penso a lei e a come si sentirà, penso alla gioia dei suoi familiari, cosa c'è di più bello della notizia dell'arrivo di un bambino? Penso a tutta quella felicità, ai loro sorrisi, alle loro emozioni...e provo pena per me. Perché io non so cosa siano quelle felicità, quei sorrisi e quelle emozioni. Invidia? E' questa l'invidia? Ma poi cosa importa? Anche se non gli dò un nome quei sentimenti, quel vuoto, restano dentro di me. E mi incazzo, perché voglio essere felice per lei ma non lo sono.          
Inutile che fingo, inutile mentire a se stessi.
Mi sento un verme perché mi sono anche sentita in dovere di mandarle un sms (di chiamarla non se ne parla) e le ho scritto: "ho saputo la bella notizia! Congratulazioni!". Mamma mia, che freddezza, che falsità, che orrore!
Neanche posso partecipare della gioia delle persone. Tagliata fuori. Tagliata fuori da questo vento fertile che investe tutte, tutte e dico tutte le mie amiche (normale, intorno ai 30 tutte fanno un figlio, siamo nella perfetta media nazionale!), tagliata fuori persino dal partecipare alla loro felicità.

Adesso vorrei sapere perché proprio nel giorno in cui io prendo appuntamento per la seconda icsi mi arriva questa notizia. Forse perché ero troppo positiva e felice di ripartire? Ma più banalmente non c'è un perché. E' così e basta.

Quindi lunedì andrò a fare gli esami. Il 27 appuntamento. Poi aspetteremo l'arrivo del ciclo e poi si riparte.
Che la forza sia con me.


mercoledì 5 settembre 2012

antistress

Sono giorni un po' frenetici, vari problemi in famiglia, tutti piccoli che però messi insieme pesano e uno più grande che speriamo si risolva bene. Giorni sospesi perchè non sappiamo come uscire dal pantano del lavoro di mio marito, ne pensiamo tante ma tutte le strade sembrano sbarrate. Come diceva Quelo "la risposta è dentro di te e però è sbagliata". Ecco in questo momento è così.
E poi non ci penso ma il centro potrebbe chiamarmi da un giorno all'altro. Rispetto alla volta scorsa sono meno ansiosa per questo. Cerco di non pensarci ma comunque qualsiasi cosa voglia programmare si relaziona con  la chiamata. Vorrei iscrivermi in palestra ma non posso, vorrei iscrivermi al corso di yoga ma aspetto, vorrei programmare qualche giorno di vacanza ma ho paura che per quest'anno salteranno.
In questo marasma di pensieri e preoccupazioni l'unica cosa che mi rilassa è una cosa che fa molto male alla mia linea: cucinare! e cucinare dolci poi.
Così invece di fare dieta in vista degli ormoni che inevitabilmente un pochino mi gonfieranno io cucino e ovviamente mangio.
Coccola mattutina: caffè e ciambellone

Torta agli amaretti

Il mio sogno era aprire un blog di cucina...

lunedì 3 settembre 2012

temporale

Oggi pomeriggio finalmente dopo giorni di pioggerellina inconsistente un bel temporale con annessi tuoni si è scatenato sulla città. Io sono in casa, col micione che dorme ma a ogni tuono alza testa e mi guarda in attesa di rassicurazioni.
Sembra davvero che l'estate sia finita. Devo dire che mi piace tantissimo la pioggia quando si sta in casa o ancora meglio adoro stare a letto e sentire la pioggia che cade sul tetto. Stanotte è stato così e io mi sono accoccolata a mio marito e mi sentivo in pace.
Quando ero piccolina durante l'estate quando arrivavano quei bei temporaloni estivi improvvisi e violenti, la mamma prendeva me e mia sorella, tre sedie e ci sedevamo fuori sul piccolo porticato in giardino e guardavamo la pioggia come fossimo al cinema. Ancora oggi mi piace stare al riparo e guardare fuori le gocce che cadono scivolando sui vetri.


domenica 2 settembre 2012

è tanto difficile

provare a capire cosa c'è dietro una scelta?
immedesimarsi nel dolore degli altri, nella storia degli altri?
smettere di puntare il dito, di credere di avere la verità in pugno, non farsi venire un dubbio.
Perché tante, troppe persone non vedono più in là del loro naso? Non sanno cosa sia l'empatia. Subito pronti a giudicare. Tu stai sbagliando, io sono nel giusto. Anche se sanno cosa c'è dietro, lo sappiamo cosa si prova a non poter avere un figlio, quando il medico ti dice " per lei c'è solo la strada della pma". Eppure no. Subito pronti a ergerci giudici delle scelte altrui.
Anche io ho pensato all'adozione. E' una scelta difficile che implica un lavoro interiore lungo, che impegna la coppia in un percorso altrettanto duro e lungo. E' una scelta d'egoismo? Forse.
Forse desiderare un figlio che non arriva è sempre e comunque una forma di egoismo. Quante volte mi sono chiesta perché desidero così tanto un bambino, cosa c'è dietro il mio desiderio. Mi sono tormentata con queste domande e continuo a farlo.
E' egoismo desiderare di sentire un figlio crescere dentro di sé? Vederlo nascere?
Forse desiderare un figlio anche quando arriva subito è comunque una forma di egoismo. Ma certo quelle coppie non hanno il tempo di farsi tutte queste pippe mentali, lo desiderano e lo hanno.


Io credo semplicemente che ogni donna, ogni coppia abbia il diritto di scegliere, di scegliere la propria strada guidati da un desiderio così viscerale (il desiderio di un figlio non è anche un istinto naturale? un desiderio naturale?), così denso che a volte sembra soffocarti, un desiderio che può consumarti, distruggerti, cambiarti.
Un desiderio così intimo, che va a toccare le parti più intime di te, della tua coppia.

Ho quest'amica che ha adottato un figlio. Ricordo la mia telefonata, il giorno prima di sottopormi alla prima iui, in lacrime gli ho detto "ho bisogno di sapere che mi appoggi in questa mia decisione". Lei che ha scelto subito l'adozione, che non ne ha voluto sapere di pma, neanche l'ha presa in considerazione, lei mi ha detto "sì, sono con te".
Semplice. E' voler bene, voler bene non all'amica ma alla donna che soffre per quel desiderio irrealizzato, è capire che è una scelta d'amore. E' semplice.

(Questo post è stato scritto di getto dopo la lettura di questa lettera e dei commenti postati sotto)


giovedì 30 agosto 2012

il bollettino della città

ovvero: mia sorella. Lei fa un lavoro in cui sta a contatto con la gente e poi è una tipa molto espansiva e senza peli sulla lingua, attacca bottone con tutti e tutti con lei si aprono. Fatto sta che quando siamo in giro mi fa il bollettino di quello che succede in città. In particolare è tutto un dire "vedi quelli, si sono sposati da un anno ma i bambini non gli vengono", "quella sta facendo le cure perché non può avere bambini", "quella pure non gli vengono" ecc. ecc.
Chiedo: perché me lo racconti? Perché così sai che non sei la sola.
Ma soprattutto mi chiedo: ma sta gente perché va raccontando i fatti suoi in giro?

mercoledì 29 agosto 2012

nuovo colpo alla legge 40

http://www.repubblica.it/cronaca/2012/08/28/news/procreazione_la_corte_europea_boccia_parte_della_legge_40-41595506/?ref=NRCT-41653302-2


Articolo de "La Repubblica", la Corte europea di Strasburgo mette in discussione la parte di legge che vieta la diagnosi preimpianto.
Speriamo sia un nuovo piccolo passo verso un cambiamento
Quando lo Stato italiano si metterà al passo con gli altri stati europei?
Quando i cittadini italiani potranno liberamente nel loro paese ricorrere all'eterologa?
Come possiamo accettare che coppie italiane debbano recarsi all'estero per compiere un atto d'amore che qui è illegale?

martedì 28 agosto 2012

nervoso

Non sopporto le prime donne, quelle che i loro problemi sono sempre più complicati e più grandi.
Quelle che per poterle invitare a fare una cosa ci vuole la domanda in carta bollata perché non è che si possono concedere al primo che capita (anche se lo conoscono da una vita), quelle che i loro figli sono sempre i più bravi e belli ma che quando hanno un piccolo malanno è la cosa più grave del mondo, quelle che quello che fanno loro è più difficile, la loro università è la più selettiva, quelle che si lamentano perché poverine le vacanze sempre in sardegna pagate dal suocero nella casa di proprietà che noia, quelle che qui in italia fa tutto schifo e però la televisione è sempre accesa su canale 5 e non leggono i giornali e neanche si informano su internet. Quelle che si vestono firmate da capo a piedi e confessano amabilmente che in quel negozio ci hanno lasciato l'equivalente di uno stipendio medio (che di 'sti tempi magari ad avercelo anche uno stipendio sotto la media), quelle che fanno finta di essere frikkettone e poi scopri che i vestiti sono "finto" usato e "finto" effetto mercatino, in realtà anche quelli costano come lo stipendio medio.
Quelle complicate, che qui no perché non mi piace, di là no perché no, sabato no perché devo stare con mio marito (ma solo io rinuncio a stare con mio marito per stare con le amiche?), quell'altro giorno no perché poi la mattina devo andare a lavorare (io no?).
Quelle che se è per loro devi essere pronta ma quando serve a te col cavolo perché hanno da fare, sempre da fare.
Quelle complicate, che contorcono tutto, le cose e i rapporti, che la vita è già complicata di suo perché perdere così tante energie a metterci pure del nostro?
Quelle "ti devo parlare", ma perché parlano come se vivessimo in un film o al grande fratello?
Quelle "poverine!" Invece io mi rimbocco le maniche e vado avanti.

E guai a chi mi dice che questo sfogo è dovuto agli ormoni che mi deve tornare il ciclo!